Dimagrimento localizzato: anche la scienza dice che è possibile

Il dimagrimento localizzato è un argomento spesso controverso ma ad oggi anche la scienza ha confermato che si tratta di un obiettivo possibile. Numerose testimonianze provengono proprio dal mondo del fitness e del culturismo che nel corso degli anni hanno dimostrato nella pratica la possibilità di una spot reduction.

Per comprendere fino in fondo il concetto di dimagrimento localizzato è bene partire dalla sua definizione: si tratta della possibilità di riuscire a dimagrire in alcune zone specifiche del nostro corpo ed in particolare attraverso l’attività fisica con un approccio che tenga in considerazione però anche altri aspetti. In particolare si tratta di un tipo di programma che viene proposto nelle palestre dove ci si concentra su alcuni settori muscolari per ottenere un dimagrimento nelle zone che riportano un’abbondanza di tessuto adiposo – adiacente alle fibre che si contraggono durante l’esercizio.

Dimagrimento localizzato: anche la scienza dice che esiste!

Fino  a un decennio fa non esistevano particolari prove scientifiche e la maggior parte degli autori concordava sul fatto che il dimagrimento localizzato non fosse realizzabile. La motivazione era la seguente: quando il muscolo lavora utilizza come fonte energetica gli acidi grassi oppure il glucosio che si trovano all’interno dei muscoli sotto forma di glicogeno oppure di trigliceridi.

In alternativa il muscolo può lavorare utilizzando il nutrimento proveniente dal flusso ematico che contiene glucosio e acidi grassi che vengono poi ossidati proprio all’interno dei mitocondri muscolari per ottenere nuova energia. Quindi il muscolo non preleva grasso dai tessuti adiposi che lo circondano perché non c’è una “comunicazione diretta” tra i due tessuti. Basandosi questo concetto fisiologico la maggior parte degli scienziati sosteneva quindi che il dimagrimento localizzato non fosse realizzabile.

Partiamo però da osservazioni semplici e alla portata di tutti come ad esempio alcuni fenomeni che possiamo osservare in alcuni lavori. Prendiamo il caso dei muratori, che possono presentare un elevata percentuale di grasso perché potrebbero non seguire un’alimentazione corretta e quindi sono caratterizzati talvolta da una pancia prominente. Tuttavia però utilizzando le braccia dalle 8 alle 10 ore al giorno hanno una muscolatura piuttosto evidente e asciutta proprio nelle zone delle spalle e delle braccia con una migliore vascolarizzazione che induce una minore presenza di grasso proprio in quelle aree.

Un individuo di pari peso e percentuale di grasso corporeo che invece svolge un’attività di tipo sedentario – ad esempio il classico impiegato – presenterà nelle spalle e nelle braccia una quota adiposa molto più elevata rispetto al muratore.

Esempi quotidiani di dimagrimento localizzato

Il ciclista amatoriale ad esempio che magari non ha particolarmente cura della propria dieta e presenta un po’ di pancia ha però gambe comunque muscolose e asciutte con poco grasso. Quindi con queste semplici osservazioni e buon senso è possibile capire che c’è una correlazione nella distribuzione del grasso nella corporatura.

A partire dal 2006 sono stati pubblicati sempre più numerosi studi in riferimento al dimagrimento localizzato osservando come nel tessuto adiposo della gamba allenata rispetto all’altra tenuta a riposo, aumenti il processo di lipolisi ossia il rilascio di grasso a partire dalle cellule adipose circostanti la gamba sottoposta all’esercizio fisico. La causa principale di questo fenomeno è lo stimolo circolatorio superiore indotto proprio dall’attività fisica che aumenta la presenza di ormoni lipolitici che a loro volta favoriscono la mobilitazione del grasso.

Flusso ematico e dimagrimento localizzato: come incidono gli ormoni

Migliorando quindi la circolazione del sangue in quelle aree attraverso l’attività fisica questi ormoni raggiungono più facilmente i tessuti adiposi che vengono consumati grazie a tali processi di lipolisi in sinergia anche con l’effetto termico generato dall’allenamento che migliora la vasodilatazione nei medesimi tessuti grassi.

Un’ultima interessante osservazione riguarda l’accumulo localizzato dei grassi che è determinato da una prevalenza ormonale e dalla distribuzione di alcuni recettori per l’adrenalina collocati proprio nel tessuto adiposo. Chiariamo questo un concetto prendendo ad esempio le donne: nel sesso femminile c’è una presenza superiore di estrogeni che inducono soprattutto nella parte bassa del corpo una presenza maggiore di recettori per l’adrenalina di tipo alfa-2 al posto di recettori beta. Sono invece proprio questi ultimi recettori beta che una volta stimolati possono promuovere il dimagrimento mentre i recettori alfa 2 sono quelli che invece lo inibiscono.

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