Integratori di sali minerali e vitamine per prevenire il sovraccarico funzionale

sovraccarico funzionale

Lo stretching, l’integrazione naturale e un’alimentazione ricca di sali minerali e vitamine rappresentano il pacchetto fondamentale per prevenire sovraccarichi e infortuni: una muscolatura elastica, tonica e ben nutrita risulta meno esposta alle conseguenze dei carichi eccessivi e ripetuti cui ci esponiamo non solo durante l’attività quotidiana ma anche quella sportiva.

Il sovraccarico funzionale è nello specifico definito a livello clinico: si tratta di una patologia che coinvolge i tessuti molli articolari e si manifesta con dolori acuti a livello di muscoli, tendini e legamenti durante la fase di riposo o dopo aver conservato una posizione di riposo per un certo arco di tempo.

Tale sindrome colpisce soprattutto lavoratori e sportivi che si sottopongono a gesti ripetuti: può riguardare gli impiegati che stanno tante ore al computer e muovono allo stesso modo il braccio e il gomito per ore, così come i ciclisti e i podisti che flettono e stendono continuamente le ginocchia, predisponendo alcune aree del loro corpo ad infiammazioni. Anche il popolo del fitness non è immune a questa sindrome che colpisce in particolare i culturisti e i neofiti delle palestre.

Il ciclo di infiammazione e guarigione

Chi si allena seriamente con i pesi programma i suoi workout secondo una certa frequenza e osservando intensità particolarmente elevate: il sollevamento di carichi elevati genera piccole lesioni alle fibre e ai tendini, ferite così piccole da non causare inizialmente sintomi. Tali lesioni che iniziano in maniera banale innescano processi di guarigione che generano a loro volta un fitto processo di reazioni chimiche e fisiche allo scopo di ripristinare i tessuti danneggiati.

L’infiammazione quindi innesca tutto questo complesso meccanismo, durante il quale una maggiore quantità di sangue affluisce verso la zona interessata, producendo collagene che si deposita sui tessuti per la riparazione delle lesioni. Durante la fase del rimodellamento, il collagene depositato in eccesso viene poi riassorbito dal corpo.

Quando le lesioni sono molto piccole di solito vengono ignorate dall’atleta che non se ne accorge e continua nel suo lavoro muscolare generando però altre lesioni (e i corrispondenti processi di guarigione). Tale meccanismo cronico di accumulo del collagene nei tessuti va a comprimere i recettori del dolore rendendo impossibile il sollevamento di pesi anche leggeri senza provare una sensazione di disagio e dolore fisico. Ecco quindi come un piccolo problema di tipo anatomico può generare gravi deficit a livello di funzionalità fisica.

Anche chi si è avvicinato da poco al mondo del fitness risulta particolarmente esposto a queste problematiche non tanto per i carichi di sollevamento ma per via di un’intensità di lavoro troppo intensa rispetto la condizione atletica individuale.

Rimodellamento del collagene e integratori che favoriscono il riassorbimento

L’unico sistema per risolvere la situazione è lasciare ai tessuti il tempo di guarire completamente promuovendo il rimodellamento del collagene accumulato. Attraverso lo stretching dei tessuti colpiti operiamo la soluzione più semplice ed efficace per favorire questo processo di riassorbimento che conclude la guarigione.

Se neanche l’allungamento muscolare risulta sufficiente bisogna affidarsi alle cure di un fisioterapista specializzato in maniera da rompere le fibre di collagene in eccesso.

Attraverso lo stretching e l’integrazione alimentare con sali minerali e vitamine (che accelerano le supportano il processo di riassorbimento dello stesso collagene) operiamo in autonomia le due migliori terapie per prevenire questa sindrome, ponendo le basi per una muscolatura elastica e tonica, meno suscettibile ad infortuni e accumuli indesiderati di collagene che generano sensazioni dolorose difficili da gestire, soprattutto per chi si allena e lavora ogni giorno.

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